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Sigillatura dei denti: la via più efficace per prevenire la carie nei bambini

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La conoscono in pochi, almeno in Italia. Eppure è la via più efficace per prevenire la carie, che rimane un problema piuttosto diffuso tra i bambini e gli adolescenti. In questo articolo ho deciso di parlarvi della sigillatura dei denti, dal momento che i dati scientifici e il percepito che ho potuto raccogliere confrontandomi con alcuni odontoiatri è quello di una conoscenza molto scarsa di questa opportunità da parte della popolazione italiana. Soluzione che in molti casi tende a essere esclusa anche quando adeguatamente prospettata dai dentisti. Da qui la necessità di conoscerla più a fondo, in quanto protagonista diretta della prevenzione orale nelle prime fasi della vita. Ovvero quando si gioca gran parte della partita che determina la salute dell’adulto che verrà. Anche di quella orale, spesso (erroneamente) considerata di secondo piano. Ma in realtà non meno importante, per le ricadute che può avere anche su altri organi e per il peso crescente che tende ad assumere con il passare degli anni (in una popolazione come quella italiana che tende a vivere sempre più a lungo).

Sigillatura dei denti: di cosa si tratta?

La sigillatura dei denti è una metodica di prevenzione della carie conosciuta e applicata in tutto il mondo ormai da molti decenni. Consiste nella chiusura dei solchi normalmente presenti sulla superficie dei denti attraverso l’uso di materiali a base resinosa. È considerata una procedura clinica semplice, sicura ed efficace ed è raccomandata dalle più recenti linee guida del ministero della Salute. La sigillatura è tanto più efficace nel prevenire la carie quanto prima viene applicata. Dal punto di vista pratico, deve essere eseguita quando la superficie esposta lo permette. A circa sei anni di età inizia la permuta dentale ed erompono in arcata i primi molari permanenti. Questi ultimi elementi sono particolarmente a rischio di carie in quanto presentano con estrema frequenza solchi articolati e profondi che spesso sono anche difficili da spazzolare vista la posizione in cui erompono, in un cavo orale ancora piccolo. Successivamente, con il proseguimento della permuta dentale, la sigillatura dei solchi potrà essere eseguita anche sui premolari appena erotti e poi anche sui secondi molari, che erompono più tardi (intorno ai 12 anni).

Un’opportunità ancora trascurata dalle famiglie italiane

In questo caso la mancata erogazione di cure odontoiatriche pubbliche – che obbliga i genitori che vogliono sigillare i denti ai propri bambini a sostenere una spesa tra 40 e 80 euro per ogni dente – e la scarsa consapevolezza o disponibilità da parte dei genitori a concedere questa opportunità ai propri figli. Un problema che chiama direttamente in causa anche gli odontoiatri, che in più di qualche caso continuano a mostrarsi scettici al cospetto di questa opportunità ribadita invece nelle linee guida nazionali. In Italia, ma non solo. Secondo uno studio appena pubblicato sulla rivista “European Journal of Pediatric Dentistry”, su quasi 2.500 bambini italiani (6-12 anni) seguiti dal dipartimento di odontoiatria pediatrica dell’Università dell’Aquila, meno del 3 per cento aveva effettuato la sigillatura almeno di un dente. Un dato che non necessita di commenti, a cui aggiungere un’altra informazione tratta dai questionari proposti ai bambini e alle loro famiglie: da cui è emerso che 3 pazienti su 10 avevano anche un’igiene orale di livello mediocre o scadente. Una situazione di rischio per lo sviluppo di una carie, dunque, a cui evidentemente non si era pensato di rimediare attraverso la sigillatura dei denti.

I consigli per prevenire le carie nei più piccoli

Eppure, al di là dei classici consigli per la prevenzione delle carie (dall’igiene fin dai primi mesi di vita alla frequenza dei lavaggi, dai controlli periodici all’adozione di una dieta a ridotto di zuccheri semplici), la sigillatura meriterebbe di far parte di un programma di prevenzione sistemico e non occasionale o seguente alla rilevazione di una carie (spesso è il momento in cui i genitori scoprono questa opportunità). Assieme, naturalmente, al controllo della placca dentale e all’utilizzo (almeno fino ai 6 anni) di un dentifricio con un adeguato apporto di fluoro. Un messaggio che andrebbe diffuso maggiormente anche dalle istituzioni sanitarie, soprattutto in un periodo come questo: in cui migliaia di famiglie pagano ancora il prezzo della pandemia e le cure odontoiatriche rischiano di essere sacrificate per far quadrare i conti a fine mese.

Perché non inserire la sigillatura nei Lea?

Il ministro della Salute Orazio Schillaci si è detto pronto a rivedere i Livelli Essenziali di Assistenza per le cure odontoiatriche, che al momento garantiscono alcune prestazioni nell’età infantile (0-14 anni), nella terza età (over 65) e in particolari condizioni di vulnerabilità sociale e sanitaria. Ma la realtà ci dice che in Italia oltre il 95 per cento dell’assistenza sanitaria in questo ambito viene erogata dal privato. Un privato a cui in tanti, oggi, faticano a rivolgersi per ragioni economiche. O lo fanno soltanto a fronte di condizioni eccezionali e non per un trattamento preventivo qual è la sigillatura. Per i denti, però, vale quanto su queste pagine diciamo sempre quando parliamo di malattie croniche. La prevenzione, da sola, può essere molto più efficace anche della terapia più avanzata. A patto, però, che tutti possano permettersela.

 

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