Inquinamento indoor: attenzione alla cucina

Inquinamento indoor: attenzione alla cucina
in collaborazione con Dyson

Amici, oggi voglio parlavi di un argomento che mi ha appassionato negli ultimi mesi e che ho voluto approfondire: l’inquinamento indoor. Piccola premessa, con ambiente indoor si intende:

  • le abitazioni,
  • gli uffici pubblici e privati,
  • le strutture comunitarie (ospedali, scuole, caserme, alberghi, banche, etc.),
  • locali destinati ad attività ricreative e/o sociali (cinema, bar, ristoranti, negozi, strutture sportive, etc.)
  • mezzi di trasporto pubblici e/o privati (auto, treno, aereo, nave, etc.).

Documentandomi un po’, sul portale di Fondazione Veronesi, su quello di Humanitas e studiando la bibliografia scientifica in merito, sono rimasto senza parole quando ho scoperto quanto possiamo inquinare restando a casa e mai come in questo periodo di quarantena, ho scelto di respirare bene!

Avete mai pensato, ad esempio, che quando apriamo le finestre per “cambiare” aria, in quello stesso momento stiamo inquinando la nostra casa dolce casa? Ovviamente dipende da dove abitiamo, dal traffico e dall’orario, però ho avuto modo di verificarlo ed è proprio cosi (e non vivo accanto alla tangenziale di Milano).

Come potete immaginare, l’ambiente che per primo mi ha interessato è la cucina e i comportamenti che più favoriscono l’inquinamento indoor. Fra le attività casalinghe che meritano attenzione, la cottura dei cibi è particolarmente rilevante, perché sprigiona quantità importanti di sostanze ed è pertanto responsabile di una quota significativa dell’inquinamento indoor. Questa quota varia a seconda delle abitudini di ciascuno; tuttavia, anche soltanto accendere i fornelli produce inquinamento.

I principali inquinanti che possono essere emessi in cucina provengono:

  • Dai fornelli a gas: biossido di azoto (NO2), monossido di carbonio (CO), polveri sottili, formaldeide.
  • Dalle resistenze elettriche di forni e tostapane: polveri sottili.
  • Dai cibi in cottura (soprattutto alle alte temperature): acroleina, idrocarburi policiclici aromatici, polveri sottili.

Soluzioni

Ovviamente smettere di cucinare in casa non è una soluzione. Piuttosto, alcune attenzioni possono ridurre in modo significativo le concentrazioni nell’aria delle sostanze nocive, limitando le emissioni oppure favorendo il ricircolo dell’aria e, quindi, l’eliminazione degli inquinanti dall’ambiente. Vediamole insieme.

Utilizzare cappe per l’aspirazione dei fumi

Le cappe consentono di rimuovere una quota anche rilevante dell’inquinamento, ma il beneficio varia a seconda del modello. Le cappe aspiranti sono certamente più efficaci di quelle filtranti, soprattutto se sono ampie.

Preferire i fornelli posti posteriormente

I fumi emessi dai fuochi posteriori vengono catturati meglio rispetto a quelli emessi dai fuochi anteriori.

 Aprire la finestra quando si cucina

Passare dal fornello a gas a quello elettrico fa calare del 51% i livelli di NO2 in cucina, a distanza di tre mesi

Usare purificatori con filtro Hepa

Uno studio della Johns Hopkins University di Baltimora (USA) ha verificato che l’uso di purificatori con filtro HEPA e carboni attivi riduce del 19% la concentrazione di NO2 in cucina. A questo proposito Dyson mi è venuto in aiuto guidandomi in questa ricerca e facendomi “toccare con mano” come l’utilizzo di purificatori di aria all’avanguardia possa migliorare gli ambienti in cui viviamo. La tecnologia Dyson Cryptomic oltre a filtrare pollini, muffe e batteri e ad eliminare gas come diossido di azoto e benzene, cattura e distrugge la formaldeide, un inquinante emesso da oggetti molto comuni in tutte le nostre case, come mobili d’arredo o dispositivi elettronici.  Grazie alla App Dyson Link poi posso monitorare la qualità dell’aria di casa, temperatura, umidità. Ho trovato molto utile poi la possibilità di programmare l’accensione automatica, di solito lo faccio due volte al giorno, la mattina dalle sette alle nove per fare colazione in un’ambiente più salubre e la sera dalle 19 alle 21 quando preparo la cena (in questi giorni di quarantena anche quando preparo il pranzo, dalle 11 alle 13). L’analisi dell’aria mi ha fatto capire come ci sono momenti più critici, anche in relazione ai metodi di cottura (quando tosto la frutta secca ad esempio, o il pane o cucino il pesce alla piastra). Inoltre, altro aspetto fondamentale, in questo modo riesco ad eliminare gli odori in cucina.

Infine, aspetto molto importante, la qualità dell’aria che respiriamo dipende anche da cosa mangiamo. Un numero crescente di studi dimostra che alcuni cibi contrastano i danni dell’inquinamento, sia di quello indoor che di quello esterno. Per esempio, broccoli, cavoli e cavolini di Bruxelles hanno un potente effetto detox, perché aiutano a eliminare le sostanze tossiche che tendono ad accumularsi nell’organismo di chi respira un’aria non buona. Un’azione simile, anche se meno potente, è esercitata dal riso, che è blandamente diuretico. Gli antiossidanti contenuti nel pesce, nella frutta e un po’ in tutta la verdura, contrastano invece le infiammazioni generate dal contatto con le polveri sottili e le altre sostanze che sporcano l’aria.

Per limitare i danni, si sono dimostrate utili la vitamina C (presente negli agrumi, nei kiwi e in molte verdure), la E, abbondante nella frutta secca e nei cereali integrali, e il licopene dei pomodori. Anche la vitamina D ha un effetto protettivo; è contenuta in alimenti di origine animale come il latte, il pesce e le uova. I prodotti ittici, infine, difendono dallo smog e utili sono anche alcune vitamine del gruppo B presenti nei legumi, nelle banane, nei latticini e nella carne rossa, così come per l’acido folico, che si trova nelle verdure a foglia verde e in altri ortaggi.

Insomma, ciò che mangiamo e come lo prepariamo contribuisce al nostro benessere allo stesso modo dell’aria che respiriamo. E per noi che apparteniamo alla cosiddetta “Generazione Indoor” e trascorriamo fino al 90% del nostro tempo in spazi chiusi è importante prendersi cura dell’aria nelle nostre case come di tutti gli aspetti che determinano la qualità delle nostre vite.

 

Fonti:

www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4389&area=indor&menu=vuoto

www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00010300/10392-rapporto-117-2010.pdf/

www.fondazioneveronesi.it/la-fondazione/news-dalla-fondazione/linquinamento-indoor-un-nuovo-volume-per-imparare-a-tutelare-laria-che-respiriamo

www.fondazioneveronesi.it/magazine/tools-della-salute/download/i-manuali/inquinamento-e-salute

http://old.iss.it/indo/

 

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Un commento su “Inquinamento indoor: attenzione alla cucina”

  1. Volevo ringraziarti, Marco per tutti i consigli che dai sul tuo blog.
    Sono contenta di averlo trovato. Ti seguo da quando andavi da Antonella alla Prova del cuoco e ti ammiro tanto per ciò che fai.

    Rispondi

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