Ridurre il consumo di sale si può, ecco come

Ragazzi, questa è la settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale e sapete quanto questo argomento mi sta a cuore. Anzi direi che è uno dei pilastri fondamentali per una corretta alimentazione.

Negli ultimi anni le tante campagne di sensibilizzazione hanno ottenuto dei grandi risultati. Le indagini condotte dal Progetto Cuore promosso dall’Istituto superiore di Sanità hanno rilevato una riduzione significativa dell’assunzione di sale di circa il 12% in 10 anni (confrontando il periodo 2008-2012 rispetto al periodo 2018-2019). Qua potete trovare i risultati della ricerca.

C’è però ancora tanto lavoro da fare per arrivare al consumo di sale raccomandato dall’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), che ricordiamolo ancora una volta, fissa a massimo 5 grammi la quantità massima da assumere giornalmente, tra quello già presente negli alimenti e quello aggiunto, quanto un cucchiaino da tè, corrispondenti a circa 2 grammi al giorno di sodio.

In Italia purtroppo il consumo giornaliero è ancora molto elevato, soprattutto se consideriamo che la maggior parte del sale che assumiamo (il 64%) proviene dai prodotti alimentari presenti sul mercato o è naturalmente presente in alcuni alimenti, ed è per questo che vi parlo sempre dell’importanza di leggere attentamente le etichette dei prodotti che acquistiamo.

Ma come fare nel quotidiano per ridurre il consumo di sale. Ci viene in aiuto il Ministero della Salute con alcuni consigli semplici da mettere in pratica:

  • leggere attentamente l’etichetta nutrizionale per scegliere, in ciascuna categoria, i prodotti a minore contenuto di sale e cercare i prodotti a basso contenuto di sale, cioè inferiore a 0.3 grammi per 100 g
  • ridurre l’uso di sale aggiunto in cucina, preferendo comunque minime quantità di sale iodato
  • limitare l’uso di altri condimenti contenenti sodio (dado da brodo, maionese, salse…) e favorire l’utilizzo di spezie, erbe aromatiche, succo di limone o aceto per insaporire ed esaltare il sapore dei cibi
  • non portare in tavola sale o salse salate, così che non si prenda l’abitudine di aggiungere sale sul cibo
  • ridurre il consumo di alimenti trasformati ricchi di sale (snack salati, patatine in sacchetto, alcuni salumi e formaggi, cibi in scatola)
  • scolare e risciacquare verdure e legumi in scatola, prima di consumarli
  • evitare l’aggiunta di sale nelle pappe dei bambini, almeno per il primo anno di vita.

Seguire questi semplici consigli può fare davvero la differenza e come vedete si possono considerare delle alternative che andranno sì a variare la vostra dieta, ma senza farvi rinunciare al gusto.

Fonti:
Progetto Cuore
Ministero della Salute

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