Il decalogo della prevenzione: il consumo di alcol
in collaborazione con UniSalute

Amici, insieme a UniSalute torno a parlarvi di prevenzione, all’interno di un progetto a cui tengo molto, rivolto in particolare alle donne, ma con consigli utili per tutti, per scoprire insieme come per fare prevenzione bastano semplici pratiche quotidiane per tutelare la nostra salute. Negli scorsi appuntamenti abbiamo parlato dell’importanza di tenere sotto controllo il peso e di evitare una vita sedentaria, della necessità di introdurre nella nostra dieta sempre più frutta e verdura, di come vadano limitati i cibi grassi ed evitate le bevande zuccherate, e di come vada limitato il consumo di carne. Oggi voglio invece affrontare un’altra tema fondamentale: il consumo di alcol. La riduzione (e addirittura l’esclusione) del consumo di alcol rappresenta uno dei pilastri della prevenzione anticancro, inserita nelle 10 regole del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro e nelle 12 raccomandazioni dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’OMS.

Partiamo da alcuni dati. Sono 35 milioni gli italiani che abitualmente consumano alcol, tra vino, birra e superalcolici. Si stima che l’alcol sia responsabile di 17.000 decessi (principalmente fra tumori, incidenti stradali e complicanze da cirrosi epatica). Il problema è particolarmente rilevante fra i giovani, dove l’Italia è uno dei paesi europei in cui ragazze e ragazzi bevono più alcolici: il 42,3 per cento dei maschi e il 52,5 per cento delle femmine (11-25 anni) ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell’anno, spesso lontano dai pasti e privilegiando birra e superalcolici.

Quanto alcol possiamo consumare in un giorno? Premesso che le variabili sono molte, rispetto all’età, al peso, alle singole caratteristiche individuali, è importante ricordare che l’organismo femminile, rispetto a quello maschile, risulta essere più vulnerabile agli effetti dell’alcol. Parlando di popolazione adulta, le dosi raccomandate dall’OMS parlano di un’unità alcolica al giorno per le donne e due per gli uomini. Si tratta di un limite convenzionale al di sotto del quale i rischi sono ritenuti accettabili, anche se mai nulli. Ma a cosa corrisponde un’unità alcolica? Presto detto: 330 ml di birra (da 4,5°), un bicchiere di vino (gradazione media di 12°), 40 ml di superalcolici. Questa soglia scende quando parliamo di anziani (over 65), mentre l’alcol è da escludere per la popolazione più giovane.

Fonte
www.fondazioneveronesi.it